Torna L’Angolo Custode, la rubrica di Guido Berdini per il Centro di Psicoanalisi Romano che gioca con le parole, i significati e le loro imprevedibili associazioni.
In questa nuova proposta, “Di-vaghe-azioni”, il linguaggio si fa gioco, divagazione e occasione di riflessione, tra ironia e suggestioni psicoanalitiche. Buona lettura!
Essere voluti essere.
Essere volute, e poi evolute, essere volute come quelle di un capitello posto su una colonna, colonna orgogliosa, colonna Son’ora ad accompagnamento e puntello di Sé senza se, e senza ma.
Non essere volute, involute, dissipate in spirali di Fummo.
Spirali, forse spiragli: spiragli per la speme, per il seme, per (il ferro) eme, per il me, per l’“e”?
Tessere o non tessere? Questo è il problema? Con metaforizzante coraggio oseremmo dire tessere tessere di un puzzle esistenziale? Quale tessitrice dovremmo chiamare, quale rammentatrice potrebbe mai coadiuvarla a ricucire i Buchi Veri del passato?
Da quale trama, da quale ordito, spesso nascosto, talora losco, infinto, originiamo? L' infinto in luogo dell'infinito? Sarebbe il caso di mettere il puntino sulla i, mettendo anche la i?
Da quale successione originiamo? Continuiamo a pagarne la tassa senza pensare che quel che è successo è successo? E poi, perché sempre aneliamo al Successo?
Destino cinico e paro non esiste, nella sempiterna lotta tra pari e impari per quest’ultimi è riservato il cestino, quello baro, che vince sempre, mentre loro perdono sempre. Pari, i colpi del destino? Impari, qualcosa dagli accadimenti infelici?
Essere triste, e solo, solo come un Meno sconosciuto ai Più. I conti non tornano? Come ripristinare un ordine aritmetico, e finanche esistenziale? Prenotando una visita in un ambulatorio ontologico? “Avanti il Prossimo”, griderebbero, e io urlerei al Soggetto della chiamata: “Sei finalmente Riconosciuto? E incontri l’Altro? Era proprio Ora che accade Qui!”
Essere puntuali, precisi, vestiti di tutto punto, camminare impettiti per Via dell’Orologio per giungere in Largo Anticipo. Esser puntuali, punti dello spaziotempo, punti da vaghezza, punti ibridamente da zanzare tigre (o dal formica leone), punti ma non espunti, punti di di-battito vitale che sutura le lacune dei dì scorsi, punti della retta (Via), punti a perdita d’ovvio, punti e virgole per costruire discorsi, per nuovi punti e nuove virgole a venire.
Fare mente locale per fare mente globale e contrastare lo scaldamento lobale di quando l’area frontale funziona male? Uomini e alberi insieme, di sana pianta, per impedire che la corteccia si scortecci!
Abbiamo perso le coordinate, e le subordinate, siamo spiazzati, sviati, non possiamo svicolare di fronte a paradossi che fanno un baccano assurdante. E non abbiamo nessun penSiero della Verità da iniettarci! Sentiamo la Terra mancarci sotto ai piedi e temiamo di perdere la Regione. Come lattanti a cui sfugge il capezzolo materno e non riescono a sperare nel seno di poi, ce ne stiamo ammutoliti, invasi da un Terrore senza Come, senza Dove, Quando, Perché…….
Non restiamo in un pensiero rigido, che va avanti per inezia! Coltiviamo il pensiero insaturo, raccogliamone i frutti. Convochiamo l’Assemblea Generale delle Nozioni Unite: oltre ai soliti eventi diritto, vengano ammessi tutti quelli che accadono nei pressi dell’altare del Limite Ignoto.
Le riflessioni potrebbero continuare (continua…) oppure chiudersi con un Lieto Fino (fino adesso). Scegliete voi.